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casale la sterpaia

Alla scoperta delle festività pisane

Pisa è una città piena di storie, leggende e tradizioni. Le sue festività riflettono queste caratteristiche certamente, quando arrivano i giorni di festa Pisa si trasforma e l’atmosfera che si respira è veramente magica, quasi di altri tempi.

Ma ora andiamo con ordine!

Il Capodanno pisano

I Pisani, almeno fin dal X secolo, fanno coincidere l’inizio dell’anno con l’Annunciazione, 9 mesi prima del 25 Dicembre quindi, istituendo così l’Anno Pisano ab Incarnatione Domini (o Christi, o Dei. Il 25 marzo, quindi, era ufficialmente l’inizio del nuovo anno per i pisani.

Si narra anche che fosse stata scelta questa data perché il 25 marzo, alle ore 12, un raggio di sole, passando dalla vetrata della Cattedrale del Duomo di Pisa, avesse colpito l’ovulo di marmo posto al di sopra del Pergamo di Giovanni Pisano.

Il calendario pisano venne esteso anche al resto dei territori appartenenti alla Repubblica di Pisa fino al 20 novembre 1749, quando il Granduca di Toscana Francesco I di Lorena ordinò che in tutti gli Stati toscani si sarebbe festeggiato l’anno nuovo il primo di gennaio.

Successivamente durante gli anni ’80 si tornò a parlare di questa antica festa e usanza e da allora il Capodanno pisano è considerato una vera e propria festività. Vengono organizzate iniziative culturali e gastronomiche nei locali storici della città, ma anche uno spettacolo di fuochi d’artificio sulle sponde dell’Arno.

Si organizza anche il Corteo Storico che conclude la sua parata proprio alla Cattedrale, dove viene celebrata la messa e si celebra la proclamazione del Capodanno Pisano.

La luminara di San Ranieri

San Ranieri è il santo patrono della città di Pisa. Il suo nome era Ranieri Scacceri (Pisa, 1118 – Pisa, 17 giugno 1161) e fu un eremita italiano. Durante la sua giovinezza fu un ricco mercante di Pisa, finché non abbandono tutte le sue ricchezze per diventare eremita. Successivamente si trasferì in Terra Santa dove si dedicò alla penitenza.

Ritornò a Pisa nel 1154, dove morì nel 1161, il 17 giugno, la leggenda narra che alla sua morte le campane di Pisa suonarono da sole.

Molte sono le leggende che circondano il santo patrono di Pisa, come quella della burrasca di San Ranieri, secondo la quale ogni anno, durante l’estate, San Ranieri metterebbe alla prova i propri concittadini scatenando una pioggia torrenziale.

La festività più sentita è sicuramente quella della Luminara di San Ranieri, festeggiata in grande da pisani e non (vi assicuro che gli studenti fuori sede non aspettano altro ogni anno). La festa si svolge a Pisa la sera del 16 giugno di ogni anno, durante la vigilia di San Ranieri.

Si è sentito parlare per la prima volta della luminara in un documento storico del 1337.

Le celebrazioni della luminara non ebbero vita facile nel corso degli anni, venne abolita e ripristinata più volte a causa della Seconda guerra mondiale e di una forte alluvione successivamente, che vide crollare il ponte solferino e interrompere i preparativi della festa. Venne poi ripresa ufficialmente nel 1966. Solamente il 2020, ha visto annullare la festa dopo molti anni a causa della pandemia globale.

Come si prepara la città per la festa? Ogni anno circa 100.000 lumini vengono posti su telai in legno che seguono le forme architettoniche di chiese, palazzi e torri dei Lungarni, creando uno scenario suggestivo di notte, dove si vede tutta la città illuminata che si specchia sull’Arno, mozzafiato!

La serata si conclude con dei giochi pirotecnici, sparati intorno alle undici e mezza dalla Cittadella e da alcune piattaforme galleggianti poste sul fiume Arno con un sottofondo musicale che rende l’esperienza indimenticabile.

 La Regata di San Ranieri

Il 17 Giugno, giorno in cui si celebra il Santo patrono ha luogo a Pisa la Regata di San Ranieri,  un palio. La gara, preceduta da un corteo storico sui lungarni, si svolge in Arno tra quattro equipaggi i quali rappresentano i quattro quartieri storici della città (San Francesco, San Martino, Santa Maria, Sant’Antonio). La barca del quartiere San Francesco è gialla, quella di San Martino rossa, quella di Santa Maria celeste e quella di Sant’Antonio verde.

Ogni squadra è composta da otto vogatori, un timoniere ed un “montatore”, il quale  ha il compito di arrampicarsi su un pennone alto dieci metri, posto su una piattaforma galleggiante e recuperare la bandierina che rappresenta la conquista de il”Paliotto”.

Il gioco del ponte

Un’altra festività molto sentita e di certo competitiva per gli abitanti dei diversi quartieri di Pisa è senz’altro il Gioco del Ponte, che si svolge di solito a fine giugno (l’ultimo sabato del mese) sul Ponte di Mezzo.

Il gioco consiste nella conquista di tutta la metà occupata dalla parte avversaria del ponte, spingendo un carrello lungo un binario appositamente montato sul Ponte di Mezzo. Si sfidano 12 Magistrature (ovvero i quartieri della città) divise in Parti di Tramontana e Mezzogiorno (a Nord e Sud del fiume Arno). Prima del Gioco ha luogo il famoso corteo dei quartieri che sfilano per le principali vie della città con costumi d’epoca.

È una vera e propria rievocazione storica, per questo motivo i cittadini di Pisa vi sono così sentimentalmente legati. I cittadini ogni anno si mettono a sedere sulle spallette ( i muretti che danno sull’arno) e tifano e guardano le varie squadre fronteggiarsi. 

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